CoolClub.it
Marco Bardoscia
(The Dreamer - My Favorite Records)
Succede, qualche volta, di far girare un disco e di doverlo ascoltare più volte prima di trovare la chiave per goderselo fino in fondo. E non perché sia difficile, ma perché l'iniziale resistenza deve avere il tempo di cedere a ogni brano, così da poter cogliere il tassello nascosto che ne riveli il senso e la bellezza. In The Dreamer, secondo disco da leader di Marco Bardoscia prodotto dalla My Favorite Records di Patrizio Romano, di quei tasselli ce ne sono parecchi. Intanto perché il contrabbassista salentino, ovvero il sognatore del titolo, lo ha permeato di quella sensibilità aperta e curiosa di cui era carico anche Opening, il suo bell'esordio discografico del 2007 su etichetta Jazz Engine. Poi perché ha confermato di possedere una vena compositiva ricca e matura che gli ha permesso di sviluppare il concept del sogno senza lasciarsi intrappolare nelle atmosfere rarefatte che il tema evocherebbe, ma dando al tutto un respiro vario, con cambi di velocità e di registro, passando da melodie dolci e tranquillizzanti ad altre più inquiete e rabbiose, come fosse lo stesso sogno che attraversa varie fasi nel corso di un'unica notte. Accompagnato da un organico di livello (che comprende anche Luca Aquino, Giorgio Distante, Gianluca Ria e gli amici con cui lavora ormai da anni e che con lui sono tra quei musicisti che stanno dando lustro e visibilità al jazz pugliese), Bardoscia mette insieme sette brani originali, più un'improvvisazione collettiva con effetti elettronici e un'audace rivisitazione del celebre standard Stella by Starlight, realizzando cinquanta minuti di musica ben scritta e molto ben suonata, e dimostrando di essere un abile solista, ma anche un leader capace di valorizzare il talento dei suoi compagni. Così, in Reve au petit sablon e 31-12-2009, si fa notare il giovane e brillante pianista William Greco; nelle fasi più malinconiche e inquiete di Chica y nano e Jet spicca il suono lirico e irrequieto di Raffaele Casarano; e poi c'è la gioiosa esplosione di Hallelujah per il mondo; ci sono i raffinati innesti della chitarra di Alberto Parmegiani, e il sempre ottimo sostegno ritmico di Fabio Accardi. Insomma, una seconda prova convincente, molto ben riuscita.
Lori Albanese
coolclub.it
L'Unità - 1 Maggio 2011
La musica intorno
Recensioni e dintorni tra Puglia e Lucania. A cura di Maurizio Mazzacane
giovedì 7 luglio 2011
Marco Bardoscia, il sognatore
Il sognatore non pianta paletti. E non possiede patria certa. Gira per il proprio regno immaginario e gode. Di se stesso, del suo idealismo e dei suoi sogni, appunto. Creandosi, a propria misura, un recinto un po’ vintage, démodé. E piazzando ai confini del suo mondo una barriera e una dogana: così, se qualcuno vorrà entrare, dovrà chiedere permesso. Esibendo visto e carta d’identità. E un altro bagaglio di sogni, da aggiungere a quelli che già circolano nella repubblica di nuvole. Sogni, oppure illusioni: fate voi. Perchè nessun’epoca e nessun personaggio hanno mai separato i due concetti: che, da sempre si accavallano, sorpassandosi e combinandosi.
Il sognatore, quasi sempre, è un artista. Del suono, dell’immagine o della parola. Forse, perchè l’interventista non conosce il tempo di riflettere. O quello di piegarsi ad una logica lontana dalla produzione di beni tangibili. Finendo per ignorare (e, di questi tempi ce ne rendiamo particolarmente conto, per ostacolare) l’arte, quindi la cultura. Ogni musicista, poi, è un sognatore, a suo modo. Perchè non sa (o non ha capito) che il mondo si arruffiana con i vincitori: che, quasi sempre, non sognano. Distruggendo, anzi, i sogni altrui. Ma, invece di redimersi, spesso il musicista insiste. Sprezzante, autolesionista. Maledetto. Almeno sino a quando non scala le vette della passione popolare: entrando a pieno diritto nel cuore dell’ingranaggio, nel vortice del sistema che lo plagia e lo annienta. Ma sono cose, queste, che accadono talvolta. E solo a pochi.
Anche Marco Bardoscia, come molti artisti della nota, è un sognatore. Anche di più: e non solo per quel ciuffo ribelle che lo allontana dalla necessità di apparire allineato e coperto. O per quell’aria vagamente strafottente che si trascina da sempre e che, peraltro, prova ad occultare la sua natura di ragazzo sincero e per bene, ma libero da orpelli mentali e genuinamente calato nella propria realtà. Perchè, per chi non lo conosce, Marco Bardoscia da Copertino è davvero così: e non ci fa. Lui, sì, è un sognatore verace. Nella quotidianità, ancora prima che nella musica. E ci tiene a ribadirlo: con la sua seconda raccolta di brani, appena licenziati dall’etichetta My Favorite. The Dreamer (Il Sognatore, appunto) segue di qualche anno la sua opera prima, Opening, e contiene dieci tracce, nove delle quali rigorosamente originali (“Ninna Nanna per la Piccola Sara", “Rêve au Petit Sablon", “Hallelujah per il Mondo", “31.12.2009", “Chica y Nano", “Jet", “Preludio al Sorgere del Sole", “Il Sorgere del Sole" e “Impro") e una rivisitazione di uno spartito firmato da Ned Washington e Victor Young, “Stella by Starlight").
Il contrabbassista salentino, al di là dei sogni e dei loro effetti sulla vita di ogni giorno, conferma ancora una volta la sua caratura creativa, maturata dalla ormai lunga militanza in diverse formazioni jazzistiche di impronta moderna, dalle frequentazioni importanti (uno per tutti, Paolo Fresu) e dalla doppia residenza (si divide tra il Salento e Bruxelles), lasciandosi accompagnare dagli amici di sempre (da Raffaele Casarano a Fabio Accardi, da Alberto Parmegiani a William Negro, da Giorgio Distante a Carla Casarano, da Gianluca Ria a Luca Aquino) e da Fernando Bardoscia, vocalist di famiglia. Il disco, che il Locomotive Festival di Sogliano Cavour avrà il piacere di presentare ufficialmente ad inizio di agosto, coniuga ascoltabilità ed effetti mixati al computer, semplicità e mancanza di riguardo per la rigidità degli schemi. Anche gli assoli non grondano di virtuosismo, puntando piuttosto ad un’efficacia di fondo, cioè alla fruibilità. Un lavoro, in definitiva, di istinti freschi e idee duttili. Che non vuole arrampicarsi su chissà cosa. Da ascoltare, senza affannarsi. Il prodotto di un sognatore che vuole continuare a crescere.
The Dreamer (My Favourite, giugno 2011)
Marco Bardoscia (contrabbasso ed effetti), Raffaele Casarano (sax alto, sax soprano ed effetti), Luca Aquino (tromba ed effetti), Giorgio Distante (tromba e computer), Gianluca Ria (trombone), William Negro (pianoforte), Alberto Parmegiani (chitarra), Fabio Accardi (batteria), Carla Casarano (voce), Fernando Bardoscia (voce)
All about jazz
The Dreamer
Marco Bardoscia | My Favorite Records (2011)
di Vincenzo Roggero per All about jazz
Cosa ci fa uno standard come "Stella By Starlight," icona di miriadi di neo boppers e paladini del mainstream, come brano di apertura di The Dreamer, opera seconda (dopo Opening) di Marco Bardoscia, emergente rappresentante della new-wave del jazz pugliese? Semplicemente, oltre a rivelarsi una sorprendente versione, mette in chiaro quale approccio utilizzi il giovane contrabbassista e compositore di Copertino per dare libero sfogo alle proprie idee musicali e ai propri pensieri.
Che è l'approccio di chi ha una cifra espressiva impregnata di umori rock affrontati con spirito jazz. O di chi pensa ad un concept album jazz dalle decise aperture rock. Definiamolo come ci pare. Poco importa, se non che The Dreamer è un'opera ricca di riferimenti ad entrambi gli ambiti musicali e soprattutto di immediata presa sull'ascoltatore, grazie ad un canale comunicativo diretto che - dietro ad un'apparente semplicità - cela un amore profondo verso la musica e le cose della vita.
Vi è un grande senso di dolcezza e di gioia nella maggior parte dei brani di The Dreamer, quasi degli inni alla bellezza e all'armonia, "Ninna nanna per la piccola Sara," "Il sorgere del sole," con esplosioni di esuberanza contagiosa, "Hallelujah per il mondo" (come non riandare con la memoria ai Brotherhood of Breath di Chris McGregor?), una vena di nostalgia sudamericana, "Chica y nano," la leggerezza di un piano-trio, "31-12-2009".
Maturità compositiva del leader e sensibilità espressiva dell'ensemble sono gli elementi cardine del disco che, se si apre a sorpresa con uno standard, altrettanto a sorpresa si chiude con una improvvisazione collettiva giocata sugli effetti elettronici. Brusco risveglio dal sogno o dichiarazione sull'universalità della musica?
Valutazione: 3.5 stelle
Elenco dei brani:
01. Stella by Starlight (Washington/Young); 02. Ninna nanna per la piccola Sara; 03. Reve au petit sablon; 04. Hallelujah per il mondo; 05. 31-12-2009; 06. Chica y nano; 07. Jet; 08. Preludio al sorgere del sole; 09. Il sorgere del sole; 10. Impro.
Tutte le composizioni sono di Marco Bardoscia tranne quelle indicate.
Musicisti:
Raffaele Casarano (sax alto, sax soprano, piano); Gianluca Ria (trombone); William Greco (piano); Fabio Accardi (batteria); Marco Bardoscia (contrabbasso, contrabbasso preparato, effetti); Fernando Bardoscia (voce); Alberto Parmegiani (chitarra); Giorgio Distante (tromba, computer); Luca Aquino (tromba); Carla Casarano (voce).
Stile: Modern Jazz
Pubblicato: 22-05-2011
Alceste Ayroldi per Jazzitalia
Marco Bardoscia
The Dreamer
My Favorite Records (2011)
1. Stella By Starlight
2. Ninna nanna per la piccola Sara
3. Reve au petit sablon
4. Hallelujah per il mondo
5. 31-12-09
6. Chica y nano
7. Jet
8. Preludio al sorgere del sole
9. Il sorgere del sole
10. Impro
Giorgio Distante - tromba, computer
Luca Aquino - tromba, effetti
Raffaele Casarano - alto sax, soprano
Gianluca Ria - trombone
Alberto Parmegiani - chitarra
William Greco - pianoforte
Marco Bardoscia - contrabbasso, effetti, contrabbasso preparato
Fabio Accardi - batteria e batteria elettronica
Carla Casarano - voce
Fernando Bardoscia - voce
Sembra oramai acclarato che la Puglia sia una buona fucina di talenti musicali, provvida soprattutto nel jazz. Marco Bardoscia appartiene a tale schiatta; giovane contrabbassista salentino (classe 1982), che ha sviluppato il suo talento grazie agli insegnamenti accademici ed all'esperienza di Massimo Moriconi. Nel 2007 aveva già consegnato ai posteri la sua opera prima: Opening, che vanta la collaborazione di Gianluca Petrella, poi un gran numero di collaborazioni discografiche che hanno contribuito a forgiare la spina dorsale musicale di Bardoscia.
The Dreamer è un lavoro articolato, polidirezionale, tanto a dimostrare l'assoluta versatilità del giovane contrabbassista, che si avvale di un cospicuo numero di colleghi, tutti pugliesi che condividono il logos di Bardoscia. Attinge solo una volta dal Real Book, per rimescolare le note di Stella By Starlight, con un arrangiamento che echeggia al rock sinfonico e culmina nelle scosse elettriche del contrabbasso, degne del migliore hard rock. Il resto dei brani sono tutti siglati da Bardoscia, policromo anche nel toccare il contrabbasso, ora pastoso e grasso in Ninna nanna per la piccola Sara, che rimarca bene la dolce melodia, grazie alle corde di Alberto Parmegiani che contrasta la nenia armonica con un suono pungente; ora asciutto e swingante come in Chica y nano, oppure accentato di un groove robusto nelle pieghe smooth-jazz di 31-12-09. Bardoscia dimostra la stessa versatilità nelle composizioni, che si snodano tra brani dal doppio movimento, come in Hallelujah per il mondo con l'intonazione bandistica che fluisce in un roccioso sound underground di matrice newyorkese, per passare alle trame nordeuropee disegnate in Reve au petit sablon.
La varietà di offerte proposte da Bardoscia trovano il filo rosso nella particolare attenzione all'armonia che il musicista salentino riserva ad ogni singolo brano, aspetto che contribuisce a rendere il lavoro sicuramente piacevole.
Jazzagenda.com
Marco Bardoscia, The Dreamer
Un caos calmo. E Moretti permetterà la citazione. Un caos calmo, dove realtà e sogno si incontrano in un luogo non-luogo che ha tutti i suoni, i colori, gli odori dei bei sentimenti. The Dreamer (My Favorite Records, 2011) è un personale sincero e schietto che racconta, e non potrebbe farlo meglio, Marco Bardoscia. L’ironia, l’arguzia, la dolcezza, la spregiudicatezza, il radicato sentimentalismo e la limpidezza di un genio creativo che non conosce sofisticatezze e allusioni. Marco Bardoscia, il sognatore, The Dreamer, con il suo amore taumaturgico per la vita e il racconto commovente, profondo e avvolgente del suo contrabbasso. Accanto a Marco, Raffaele Casarano (sax), Giorgio Distante (tromba), Gianluca Ria (trombone), Alberto Parmegiani (chitarra), William Greco (pianoforte), Fabio Accardi (batteria), le voci di Carla Casarano e Fernando Bardoscia e la tromba di Luca Aquino.
By starlight apre l’album, illudendo le aspettative da Real Book di un lavoro che, invece e per fortuna, si dichiara immediatamente e definitivamente dalla parte di Bardoscia e dei suoi. Lo spirito è chiaro, libero, forte, partecipato. Le voci di Casarano e Ria si compenetrano, accompagnate dal coro libero del fratello di Marco, Fernando, che porta il brano ad una dimensione di naturalezza e spontaneità viva, subito esaltata dall’intertempo in cui si fanno spazio le psichedelie hard dell’arco corrosivo di Bardoscia, quasi una chitarra, e le pulsioni rock dei drums di Accardi. Ninna Nanna per la piccola Sara regala, dolce, un abbraccio di velluto. L’anima lenta della chitarra di Parmegiani culla e adagia un tema semplice, impreziosito dai giochi di luce di Greco e dalle improvvisazioni di Bardoscia che spiega e racconta, intimo, di Sara e del suo piccolo mondo. E il sogno riprende fiato in Rêve au petit sablon. Un gioiello di poesia dove il protagonismo di Greco dilata, profondo. Hallelujah per il mondo è una celebrazione delirante, una messa moderna, corale a tutti i costi, un’iterazione imprevista che inverte a schiaffo lo spazio calmo e disteso della presentazione. 31-12-2009 data il trio Bardoscia-Greco-Accardi.
Lineare e disinvolto, con un drumming secco e funkeggiante che disperde l’alito di sogno e aggancia il reale. Stiloso e accattivante il groove di Bardoscia. Chica y nano riporta, nostalgico, alle tenerezze goffe dell’infanzia. Questa volta è Casarano a ripercorrere al sax soprano il pensiero di Bardoscia che resta, vigile, a guida e ne segue e sorveglia le divagazioni spinte, fino alla sfumatura della coda. E quella di Jet è quasi una ripresa, un risveglio. Esaltante. Bardoscia è il centro gravitazionale di un moto armonico che conosce tentativi di fuga e ritorni obbligati, alla ricerca continua del giusto mood. Dissonanze e lirismo, passaggi roventi e break improvvisi, cambi di tempo e tonalità danno i natali a un variegato entusiasta, logico e coerente che attrae, impressiona, accarezza e trascina. Preludio al sorgere del sole. La tromba di Distante rantola rifratta nello spazio diafano degli armonici e prepara lo spettacolo a levante. Un sole tiepido che sorge e carica. Ritornano le coralità dell’Hallelujah, nell’ostinato di un tema ficcante che arriva allo zenit di una performance febbricitante. Staglia la voce di Aquino e sfuma l’eleganza dinamica di Greco. Chiude Impro, e l’evanescenza metasensoriale dell’elettronica. Un’esperienza d’ascolto da vivere. Audace e irriverente il coloratissimo booklet a firma Luca Panaro.
Eliana Augusti
Jazz Yearbook 2011
JAZZiT
Marco Bardoscia – THE DREAMER
di Eugenio Mirti
La copertina di “The Dreamer” presenta un fitto e caleidoscopico disegno raffigurante animali, uomini, strumenti musicali, oggetti come orologi, dischi, sigarette, calici, ed esprime molto bene, così come l’indovinato titolo, la concezione musicale del contrabbassista Marco Bardoscia: un panorama sonoro poliedrico e originale, nel quale si mescolano sonorità jazz e pop-rock, Jimi Hendrix e gospel, acid jazz e richiami ai cantautori, il tutto miscelato con l’utilizzo ingegnoso dell’elettronica (specialmente in Revê au petit sablon, Preludio al sorgere del sole e Impro). In particolare rilievo è la brillante ricerca timbristica: questa è evidente nei suoni del contrabbasso, che variano da quello “classico” morbido e caldo (Ninna nanna per la piccola Sara) fino ad arrivare ad aggressive distorsioni hendrixiane (Stella by Starlight), ma anche nella creazione di ambienti sonori mai scontati e inediti, come il suono di insieme e quello della tromba in Revê au petit sablon. Interessante la grande varietà nella scelta dello strumento preposto a esporre il tema: di volta in volta, si susseguono contrabbasso, chitarra, sax, tromba, pianoforte, per una scelta funzionale anche all’effetto generale di ricchezza e sorpresa.
Le composizioni sono costruite su modelli diversi e includono standard (Stella by Starlight), ballad (Ninna nanna per la piccola Sara, Il sorgere del sole), brani in 6/8 con andamento gospel à la Mingus (Hallelujah per il mondo), avventure con echi acid-jazz e funk-rock (31-12-2009) e pezzi sperimentali, a metà strada tra la musica concreta e l’improvvisazione pura (Impro). Gli arrangiamenti sono ingegnosi e innovativi, spesso tendono a mettere in risalto il contrasto tra melodie delicate e intimiste e assolo collettivi e molto aggressivi, com’è evidente nella coda di Revê au petit sablon, caratterizzata, invece, nella parte iniziale, da progressioni d’accordi che richiamano il mondo folk e cantautoriale. La traccia di Jet è costruita con due classiche sequenze armoniche discendenti (tetracordo frigio) in Gm e in Dbm, mentre il Sorgere del sole è basata sulle variazioni melodiche e armoniche dell’interessante progressione iniziale: Eb Fm / Gb Eb basso G / Ab / A, rendendo molto efficacemente l’idea espressa dal titolo. Geniale è l’arrangiamento di Stella by Starlight, tutto giocato sul contrasto tra il pedale in Bb e A delle prime sedici misure con l’andamento rock lento delle successive sedici, un’evidente prova delle capacità di sognare del dreamer Bardoscia.